Comunicati
Teatro dell'Oppresso
"La mediazione del conflitto", seconda linea del percorso formativo sul bullismo, destinato ad insegnanti, personale non docente, educatori, operatori sociali, prevede un laboratorio teatrale della durata di 30 ore.
L'utilizzo del teatro come metodologia formativa risponde all'esigenza di lavorare attraverso l'esperienza su una tematica, il bullismo, che tocca in modo profondo i vissuti e le dinamiche relazionali delle persone coinvolte, non solo i ragazzi (protagonisti e vittime), ma anche coloro che verso i ragazzi hanno un ruolo educativo.
Il laboratorio propone uno spazio nel quale verranno esplorati i vissuti, le difficoltà e le possibili strategie utili nelle situazioni conflittuali, attraverso strumenti che appartengono in particolare al metodo del Teatro dell'Oppresso (TdO) ideato da Augusto Boal.
Il lavoro di Boal nasce come forma di educazione popolare orientata allo smantellamento delle ingiustizie sociali nel Brasile degli anni Sessanta, tramite un uso sociale dell'arte per analizzare e trasformare la realtà.
Negli anni successivi, e con l'incontro di Boal con le società occidentali, il TdO si ridefinisce nelle sue forme per affrontare nuove oppressioni e nuovi conflitti. L'obiettivo rimane quello di usare il linguaggio teatrale per sviluppare la capacità che ognuno possiede di conoscere il mondo reale e trasformarlo.
Questa metodologia viene utilizzata da C.A.T. Cooperativa Sociale con gruppi di studenti delle Scuole Superiori dal 2006, con ottimi risultati, come strumento di rielaborazione di dinamiche conflittuali, problemi di integrazione, difficoltà di comunicazione intergenerazionale.
La scelta di proporla come metodologia formativa agli adulti di riferimento viene dalle grandi potenzialità che ha dimostrato nell'abbattere i blocchi comunicativi, rimuovere i preconcetti, e lavorare in profondità su un problema confrontando le diverse prospettive dei partecipanti.
Il laboratorio punta a stimolare nei partecipanti lo sviluppo di competenze interpretative e comunicative, utili ad affrontare situazioni difficili sul piano relazionale, non attraverso la trasmissione di informazioni teoriche, ma attraverso lo scambio, la condivisione di esperienze e vissuti e la ricerca collettiva di soluzioni adeguate.
Nel TdO è il gruppo che drammatizzando le situazioni e sperimentandole attivamente cerca in se stesso le risposte.
All'interno del laboratorio in particolare verranno utilizzati:
• Tecniche di sensibilizzazione ed ascolto del proprio corpo per sciogliere le rigidità corporee e percettive.
• Giochi e attività finalizzate ad approfondire la relazione, favorire la coesione del gruppo, l'ascolto di sé in rapporto all'altro, la fiducia e il rispetto del contesto.
• La drammatizzazione di situazioni critiche per sviluppare capacità di analisi e visione prospettica di un problema.
• Strumenti propri della metodologia teatrale indirizzati a promuovere la sperimentazione di altri linguaggi e possibilità comunicative verbali e non verbali.
CONDUTTORI:
Francesco Ridolfi e Benedetta Ciotoli.
Psicologi-psicoterapeuti, esperti in Teatro Sociale. Dal 2005 conducono laboratori con adolescenti e adulti in diversi contesti (scuola, comunità, Ospedale Psichiatrico di Montelupo Fiorentino).
Benedetta Ciotoli, benedettaciotoli@yahoo.it 347.1844290
Daniele Bertusi, sviluppi@coopcat.it 335.7238740


